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Da apprendisti a specialisti ciceroni

Il grande sacerdote, apostolo di verità e libertà, torna vivo, nella sua dimora natale, attraverso le voci degli allievi della Montessori

 Da apprendisti a specialisti ciceroni

Qualcuno si sarà stupito leggendo notte bianca sturziana, quasi che il grande maestro, che si apostrofava spesso:“innanzitutto sacerdote”, fosse celebrato come pop star. Eppure questa serata si è rivelata  utile per accostare le nuove generazioni alla figura, al pensiero e all’opera di don Sturzo. L’occasione è stata offerta dalla diocesi di Caltagirone, che ha voluto ricordare non solo la ricorrenza del 146° anniversario della nascita di Sturzo, avvenuta il 26 novembre 1871, ma anche, in prossimità del processo canonico che si concluderà a Roma il 24 Novembre, le virtù eroiche dell’illustre figlio di Caltagirone. Nella stessa serata sono stati messi in rilievo cinque fasi della vita del sacerdote, che possono essere scandite con le parole affettività, spiritualità, politica, cultura sociale e devozione mariana. Ogni parola esprime un luogo della vita del prete calatino, che diventa memoria nelle mura cittadine. All’affettività è ricondotta la casa natale di via Santa Sofia, dove il grande uomo nacque e maturò la vocazione sacerdotale ed il desiderio di trasmettere la sua generosità attraverso la missione, sociale, apostolica e politica. Alla spiritualità è legata la Chiesa di San Salvatore, luogo in cui don Sturzo celebrò la sua prima messa e che ospita le sue spoglie. Alla politica è connesso il palazzo comunale, arena in cui il sacerdote iniziò il suo apprendistato politico. Alla cultura sociale è riferita la biblioteca diocesana “Pio XI”, ubicata in Piazza San Francesco d’Assisi, all’interno della sede vescovile. Alla devozione mariana è riferito il Santuario della Madonna del Ponte. Giorno 25 novembre come in una silenziosa peregrinazione, un passo dopo l’altro, le terze della secondaria Montessori hanno presentato per la terza volta, concludendo un percorso iniziato due anni fa come apprendisti ciceroni, nel palazzo gentilizio del sacerdote, la sacralità della sua vita. Gli alunni dislocati all’ingresso, a primo e secondo piano del nobile edificio, accogliendo visitatori e pellegrini, hanno offerto la possibilità di visitare le stanze in cui Mario, Luigi, Remigia, Nelina e Margherita, insieme con i loro genitori il cavaliere Felice Sturzo Taranto e donna Caterina Boscarelli, hanno maturato i loro grandi ideali e concepito il sogno del bene comune. I giovani specialisti ciceroni hanno raccontato gli affetti, la vocazione poetica, i grandi ideali civili, l’impegno politico della famiglia Sturzo, presentando i più piccoli particolari di un ambiente vissuto giorno dopo giorno: lo scrittoio, i pennini, i libri, il pianoforte, i quadri,i saloni, l’altare, gli oggetti sacri, gli stemmi, le memorie tutte che rappresentano un tesoro di inestimabile valore, uno scrigno che rivela devozione, fecondità intellettuale e fede. Noi docenti abbiamo accolto l’invito, prima del Fai e poi del dottore Failla, direttore della biblioteca diocesana, per la validità didattica e formativa dell’iniziativa; far conoscere ai giovani allievi un apostolo della libertà e della democrazia, che con coraggio e fierezza ha portato avanti i suoi ideali, testimoniando la fede cristiana, un esempio di uomo, sacerdote e politico, riferimento ideale per chi vuole incidere nel territorio in cui vive e operare secondo il bene comune; abituare i ragazzi ad una cittadinanza attiva e responsabile, per consentire loro di mettere in atto quelle competenze sociali e civiche richieste allo studente europeo.

                                                    L’addetto stampa Elisabetta Forti

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