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Pupi di ieri e pupi di oggi

“Ora vi cuntu un cuntu”

“Ora vi cuntu un cuntu”

Pupi di ieri e pupi di oggi

Domenica 17 dicembre 2017 presso il Teatro Museo Stabile dell’Opera dei Pupi di Caltagirone gli alunni delle classi seconde della Scuola secondaria di primo grado dell’Istituto hanno indossato i panni di “studiosi esperti” della storia e della tradizione del Teatro dell’Opera dei Pupi in Sicilia, mostrando agli spettatori come un bene del patrimonio culturale del passato possa rivivere attraverso l’incontro con le nuove generazioni. Lo spettacolo è stato articolato in due momenti: uno informativo e uno teatrale. Nella prima fase gli allievi hanno illustrato al pubblico convenuto le componenti essenziali del teatro dell’opera dei pupi e le tecniche teatrali annesse, puntualizzando come il teatro dei pupi sia stato riconosciuto dall’Unesco nel 1999 patrimonio immateriale dell’umanità, poi hanno presentato un lavoro svolto nella biblioteca diocesana di Caltagirone ed in altri luoghi ricchi di tesori, mettendo in rilievo lo speciale rapporto che esiste tra il teatro dei pupi e la nostra regione, facendo una panoramica di tutti i soggetti che animano il teatro: attori, pupari, cuntisti, parraturi, costumisti, pittori, sarti, artigiani ed infine, per fare apprezzare meglio la cultura dei pupi, hanno letto una poesia in dialetto siciliano, che è stata epilogo della conferenza simulata sull’argomento e preludio della seconda fase, ovvero, lo spettacolo teatrale, con il quale si è concluso un percorso concepito come occasione per aiutare un teatro di marionette locali, affinché possa sempre “cuntare un cuntu”, dando voce ai pupi. Nell’era della tecnologia e della multimedialità, parlare di pupi evoca immediatamente immagini d’altri tempi, di spettacoli di piazza, fra il vociare di piccoli e grandi ed il rumore delle armature, di minuscoli teatrini polverosi, dove nelle brevi pause al pubblico venivano offerte calia, semenza ed anice. Ringraziamo il teatro stabile dell’opera dei pupi di Caltagirone per averci dato la possibilità di avvicinare le nuove generazioni al linguaggio di un teatro popolare che, per secoli, attraverso l’attività del cantastorie prima e del cuntista poi, ha allietato e indottrinato un pubblico spesso analfabeta, presentando stralci dell’epopea epico cavalleresca e testi tratti dal narrare popolare, come il bandito Giuliano e la baronessa di Carini. Trattando della valenza didattica e formativa del teatro in generale, noi docenti di lettere, dopo avere letto lo scorso anno le suggestive pagine del ciclo carolingio e portato gli allievi nel medesimo teatro in cui oggi si esibiscono, per assistere al commovente spettacolo della morte di Orlando, abbiamo voluto approfondire la tematica estendendola al territorio in cui gli studenti vivono ed operano, con l’obiettivo non solo di far acquisire loro le competenze civiche, sociali e lo spirito di iniziativa, contemplate oggi dalla scuola europea, ma soprattutto per salvaguardare, conservare e trasmettere il tesoro di una tradizione che rischia di essere dimenticata da una società complessa, tecnologica e digitale, speso distratta e poco attenta a quelle figure e a quei miti che hanno costituito forme d’arte uniche ed irripetibili nella trasmissione di valori etici, civili e morali La scuola Montessori vuole trasmettere in modo concreto e tangibile una didattica calata nel territorio d’appartenenza, per fare maturare negli allievi, attraverso percorsi di cittadinanza attiva e responsabile, scelte consapevoli e civilmente impegnate: un allievo educato alla bellezza del patrimonio culturale in cui vive sarà in futuro un cittadino che avrà a cuore la salvaguardia del patrimonio d’arte locale, in grado di riflettere sul senso della storia come memoria da tutelare per realizzare un bene comune condivisibile da tutta la collettività e di cui fruire per sempre.

Addetto stampa

Elisabetta Forti

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